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Vino Cotto

Tradizione · Marche

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Il processo di produzione

Il vino cotto nasce da mosto d'uva non trattato, fatto bollire in caldaie di rame per circa 12 ore, fino a far evaporare un terzo del liquido. Durante la bollitura vengono schiumate le impurità che affiorano in superficie.

Il mosto concentrato fermenta poi per tre anni in botti di rovere francese, prima di essere travasato in botti di rovere più vecchie e imbottigliato in fiaschetti da 50cl impagliati. Il risultato ha meno di 11° alcolici e si abbina bene ai dolci, in particolare ai biscotti.

Storia: la civiltà picena

Le origini del vino cotto risalgono all'antica civiltà picena, con riferimenti che attraversano i secoli da Plauto, Plinio e Columella fino agli autori rinascimentali.

Nel 1971 Mario Soldati lo descrisse con parole rimaste celebri: "colore rosso mattone" e "sapore affumicato e ruvido".

Storia: la tradizione fermana

Plinio e lo storico Livio raccontano dell'uso di questa bevanda anche da parte di Annibale. Il termine "vino cotto" è in realtà tecnicamente improprio: a essere cotto non è il vino, ma il mosto.

Storicamente rappresentava un'alternativa per valorizzare le uve di qualità inferiore, trasformandole in un prodotto capace di conservarsi a lungo.